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Intervista a Tele2000

Dopo un bel giro in radio che ripartirà presumibilmente a Settembre, abbiamo fatto visita a Tele 2000, una tv locale che si è dimostrata disponibile ed interessata al nostro progetto.

Pochi giorni fa, siamo andati a trovarli nei loro studi dove abbiamo avuto modo di parlare della nostra produzione, di come è nato il disco, della scena locale, dei festival estivi che la nostra provincia per i quali pubblicheremo a breve i report, e tanto altro…

Ecco qui di seguito un breve estratto dell’intervista…

Al seguente link l’articolo con le indicazioni per poter vedere la versione integrale.

http://www.tele2000.it/jema/musica/673-point-break-a-fuoco

Cogliamo l’occasione per ringraziare nuovamente Tele2000 per lo spazio concesso nella speranza di poter collaborare di nuovo.

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Back on Radio Bombay!

La tanto attesa intervista con il caro Luca di Radio Bombay è arrivata!

L’avevamo annunciata perché dopo aver saputo direttamente da Luca che sarebbero stati la radio ufficiale dell’Indietiamo festival, ci eravamo sentiti, e dopo aver visto le interviste a Maria Antonietta, L’orso, Ettore GiuradeiManagement del dolore post operatorioRusvelt e Presidenti a tempo perso è toccato a noi! 😀

E’ un ritorno a Radio Bombay visto che avevamo già avuto l’onore di essere loro ospiti oltre 3 anni fa; tra l’altro quella fu un’intervista via skype mentre qui eravamo all’interno della bellissima Rocca di Sassocorvaro in occasione dell’Indietiamo festival. Tutto un altro sapore…

E soprattutto, ora sono diventati una webradio di riferimento e ne siamo strafelici per loro.

Buona visione!

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Intervista su Radio Arezzo

Oggi siamo in un radio, ma in una forma diversa.

Valentina della redazione di Radio Arezzo ci ha sottoposto delle domande a cui Alessio ha risposto in forma scritta dove troverete un po’ della nostra storia, da dove veniamo e qualche aneddoto inedito.

Trovate il link nel sito di Radio Arezzo qui, altrimenti potete leggerla qui di seguito.

*** *** ***

Point Break oltre ad essere un famoso film uscito nel 1991 con Keanu Reeves e Patrick Swayze, è il nome di una band di ragazzi pesaresi che vogliono promuovere la loro musica, ed è per questo che hanno contattato la nostra redazione. Radio Arezzo (RA) ha raccolto la loro richiesta, ed eccoci qua, in un caldo pomeriggio estivo, Alessio Nicolini (AN), componente della band Point Break, presenta ai nostri microfoni il gruppo e il loro album di esordio “A Fuoco”.

Il nome Point Break  deriva dalla cultura surf ed è  il punto in cui l’onda si rompe (su fondale roccioso) e si creano le condizioni per poter surfare. In questo punto i surfisti si alzano in piedi sulla tavola, si staccano dalla realtà per entrare in simbiosi con la natura che li circonda, è il passaggio da una situazione d’attesa ad un momento in cui la natura si scatena e l’uomo in acqua è costretto, a reagire. Ci si abbandona col corpo e si raccoglie il proprio spirito.

Ed è proprio a questo che si ispirano i Point Break, una band di Pesaro composta da cinque ragazzi: i fratelli Alessio e Tommaso Nicolini, Andrea Piga, Francesco Franzese e Marco Mattei.

RA: Ciao Alessio raccontaci come nasce il gruppo

AN: Il gruppo nasce dalle ceneri di una band di ragazzini, quali eravamo. Al tempo, quasi 20 anni fa, eravamo quindicenni ed eravamo affamatissimi di musica. Era il periodo del grunge e del brit-pop. C’è chi ascoltava i Nirvana e chi i Blur. C’è chi metteva le camicie e chi invece le polo. Il grunge è stato il nostro punk, ha sdoganato la possibilità di suonare senza saper effettivamente suonare. Imbracciavi una chitarra, la collegavi all’ampli attraverso un distorsore da 4 lire e ti esprimevi. Era bellissimo. Pensa che fino a quando non avevamo trovato una sala prove, usavamo un minuscolo garage dove il nostro batterista ed il cantante erano dentro mentre i chitarristi ed il bassista erano fuori perché non c’era spazio. Se ci penso mi commuovo…

Il loro primo gruppo si chiamava “Fuggiaschj”, nato con il solo intento di divertirsi come tutti gli adolescenti amano fare. Durante quest’esperienza vengono sviluppate idee nuove che portano ad avere una convinzione sempre più profonda nei propri mezzi, tanto d’abbandonare quasi totalmente l’esibizione di cover nei loro concerti. E’ in questa fase, a cavallo tra il 2006 ed il 2007, che vengono gettate le basi artistiche per quello che prenderà il nome di Point Break.

RA: Come è avvenuto il passaggio da “Fuggiaschj” a “Point Break”, cosa vi ha spinto a cambiare

AN: Il passaggio è stato determinato dalla sortita di alcune elementi ma soprattutto amici che avevano tolto il senso di quella spensieratezza adolescenziale. Anche con Fuggiaschj ci dilettavamo ad improvvisare e suonare pezzi inediti, ma come dicevo, l’abbandono di amici d’infanzia ha fondamentalmente segnato la fine di quella banda di ragazzacci. Tra quelli che sono rimasti c’era la voglia di riprendere in mano alcune idee nate con Fuggiaschj e svilupparle, dargli una forma canzone e metterci un timbro di fabbrica. Da lì è nato Point Break. Anche in Point Break in realtà ci sono stati molti avvicendamenti, ma eravamo talmente determinati che abbiamo superato mille difficoltà; tra le tante mi piace evidenziare quella di essere rimasti insieme prima, durante e dopo la nascita di tanti piccoli “piccinacchi”. Eh sì, perché oltre ad essere dei rockers, siamo quasi tutti genitori di fantastici bambini.

Nel corso del 2007 e 2008 vengono colte tutte le possibilità per proporre la propria musica scoprendo un ottimo riscontro da parte del pubblico della scena locale e non solo, che apprezza in particolar modo la ricerca di suoni nuovi e la sfida di testi rigorosamente in italiano.
La ferma volontà di portare all’esterno ciò che si sviluppa in studio viene premiata con la possibilità di aprire concerti di band del calibro di Le Vibrazioni o A Toys Orchestra.

RA: Raccontaci la vostra esperienza con Le Vibrazioni

AN: E’ accaduto nel 2008, tutto molto velocemente. Un nostro amico ci aveva segnalato un rumors riguardo un possibile concerto in un noto locale in spiaggia della nostra zona, assolutamente nuovo a live, soprattutto di questa portata. Ci siamo subito messi in contatto con i gestori spiegandogli che avremmo voluto fare da opening act al concerto cercando in cambio di promuovere la serata il più possibile tra i nostri amici. Ci avevano imposto di fare 3 pezzi nostri e  3 cover, ed abbiamo accettato anche se fare cover non è mai stato nelle nostre corde. Dopo che quasi tutto era definito, ci comunicarono che il tour manager de Le Vibrazioni aveva abbandonato l’idea di farci aprire il concerto e così in modo a dir poco rocamboleschi, siamo entrati in contatto con Ale Deidda che ci ha spiegato che loro non sapevano nulla. Probabilmente il gestore aveva fatto qualche pastrocchio… Anche questa volta, molto determinati ci siamo fatti valere ed abbiamo suonato. Considerando che abbiamo dovuto usare un nostro backline reperito la mattina stessa del concerto e che eravamo incredibilmente tesi, possiamo dire che è stata una bellissima esperienza. Le Vibrazioni sono più o meno come li s’immagina. Quando salgono sul palco rimani invece sorpreso, molto più potenti che su disco. Non siamo le persone che rompono le scatole per avere una foto da mostrare su un social network, abbiamo preferito mantenere un profilo basso. Quello che però ci ha colpito maggiormente è stata la vita dietro le quinte, con moglie, figli e fidanzate e soprattutto l’approccio del loro staff tecnico, seri nel lavoro ma simpaticissimi e burloni quel che basta per metterci subito a nostro agio. Per un po’ di tempo Tom, mio fratello nonché chitarrista, si è sentito con una certa regolarità con Ale Deidda. Quella serata è un ricordo che conserveremo per sempre.

Nel 2011 entrano a far parte del gruppo Francesco Franzese e Marco Mattei, da questo momento viene definita la line-up delle 10 tracce dell’album d’esordio “A Fuoco” che vede la produzione artistica di Cristiano Santini (ex leader di Disciplinatha, e produttore tra i tanti di C.S.I., Diathriba, etc.).

RA: Come nasce “A Fuoco” e qual è la line-up che seguite nell’album.

AN: “A fuoco” è una raccolta di canzoni frutto di un lungo lavoro, che per certi aspetti parte dai Fuggiaschj. Ci piace pensare che sia parte di un lungo percorso di tutte le persone con cui abbiamo suonato, di tutte le formazioni. Con l’ingresso di Marco e Franz, rispettivamente alla chitarra ed al basso, abbiamo iniziato un lavoro di arrangiamento molto intenso sotto la supervisione di Cristiano Santini, il nostro produttore artistico. Cristiano, che ha una lunghissima storia nella scena indipendente italiana grazie alla sua esperienza con i Disciplinatha, ci ha presi per mano rendendo i brani più quadrati ed aiutandoci a trovare un compromesso tra tutti componenti della band. Abbiamo infatti scoperto che definire un suono per una band è come essere una Guerra Fredda. C’è chi vorrebbe certe caratteristiche, chi altre. Un delirio! E quindi, avere una figura importante all’esterno del gruppo che concretizzi tutte queste idee è stato fondamentale.

Dal punto di vista tematico, il disco non è altro che un invito a fermarsi, a rallentare questa corsa maledetta per avere sempre di più. E’ un disco che dovrebbe stimolare domande interiori senza però suggerire alcuna risposta. Non siamo nessuno per dire ciò che è giusto o meno. Ma sentiamo, anche in modi diversi, che quello che sta accadendo in questi tempi deve farci riflettere. Viviamo in epoca in cui abbiamo materialmente tutto, ma per assurdo siamo tremendamente vuoti. Perché? Ecco, la poltrona vuota che vedete in copertina è proprio questo. E’ la stessa poltrona che si vede nel video del singolo/title track “ A fuoco”; se osservate quella sequenza in stop motion, noterete che ognuno di noi 5 ha un oggetto in mano, si ferma nella poltrona, ma dopo pochi istanti si alza e se ne va. Solo quando siamo tutti e 5 riusciamo a fermarci. Che la risposta ai nostri mali sia quella di rafforzare i rapporti umani dell’essere piuttosto che impazzire correndo dietro all’avere?

Adesso che il disco è uscito, i progetti dei Point Break, compatibilmente con gli impegni familiari e lavorativi, si focalizzano tutti nella promozione del disco con concerti ed interviste, per questa estate sono previsti concerti nella loro provincia di residenza, Pesaro, e successivamente saranno anche previsti degli appuntamenti oltre il loro territorio. Mentre dal punto di vista musicale, i Point Break hanno molte idee tutte in forma embrionale da sviluppare e concretizzare.

Purtroppo il gruppo non ha in programma tappe nella Città di Arezzo,  il motivo, ci racconta Alessio è che ad Arezzo, come in tante altre città italiane, non ha locali che possono permettersi di ospitare band di fuori. Non possono perché non hanno un pubblico curioso. La grossa difficoltà che i gruppi stanno incontrando è infatti dovuta alla poca curiosità che c’è nel pubblico e nei clienti di locali, come pub, club o discoteche. I gestori preferiscono investire su cover band che propongono musica di altri, già ascoltata, trita e ritrita. Dovremmo un po’ tutti cercare la voglia di stupirci. Una cosa che mi chiedo sempre è:” se The beatles avessero suonato solo le cover di Elvis, avremmo mai avuto “sgt.pepper’s lonely hearts club band”? Allora tutti noi abbiamo il dovere di bussare al bancone del club o bar che frequentiamo e chiedere:”Perché non ci fai ascoltare qualche band emergente che ti costa poco più di un DJ”?. A quel punto s’innescherebbe un volano e ne guadagnerebbero tutti. Sia in termini di cultura che a livello economico.

Alessio termina l’intervista ringraziando Radio Arezzo da parte sua e di tutti i Point Break per la possibilità che gli abbiamo offerto di presentare il gruppo e il lavoro, inoltre aggiunge che il nostro lavoro è un prezioso aiuto dovrebbero per fare emergere questa scena sommersa della musica e che quindi sempre più radio dovrebbero investirci.

Il nostro augurio ai Point Break è quello di riuscire a realizzarsi artisticamente, di acquisire la popolarità tanto ricercata e tanto voluta ed essere, così,  ricompensati di tutti gli sforzi che hanno fatto fino a questo momento. Il nostro scopo è quello di aiutarli, non solo ad emergere, ma anche ha suscitare la curiosità e l’interesse del pubblico e a dare una svegliata  a tutto il territorio aretino.

Un Saluto ai Point Break!

http://www.pointbreakrock.com/

http://youtu.be/hI2auMx6qgo

Valentina Chiancianesi

 

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M.I.N.I. Radio web

Nella stessa giornata in cui abbiamo fatto visita a Screamradio (intervista completa a questo link), Alessio ha completato il tour de force con una bellissima intervista per Miniradioweb.

M.I.N.I. Radio web, il cui acronimo sta per Musica Italiana Nuova Indipendente, è una web radio gestita da David, appassionatissimo di band indipendenti, e per questo lo ringraziamo a prescindere del fatto che ci ha dato il suo spazio. Radio così sono da salvaguardare.

Oltre al canale sullo streamer listen2myradio, ha un canale youtube dove potete vedere le interviste fatte alle band personalmente da David in quel di Roma, città in cui vive. Tra le tante interviste vi segnaliamo quella fatta ai Luminal in cui compare anche il nostro caro Cristiano Santini al minuto 7 : 25.

Qui sotto è possibile ascoltare l’intervista con tutti i brani scelti per questa trasmissione.

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Screamradio!

Nell’attesa di raccogliere il materiale e metabolizzare le tante belle cose successe all’Indietiamo lo scorso sabato 16 giugno, continuiamo la promozione di “A fuoco” nelle webradio.

Dalla Puglia di RTS alla Lombardia di Screamradio!

“Screamradio è  una web radio, un servizio pubblico autogestito che oltre a passare ottimo hard rock & metal made USA, da anche spazio alle band di talento italiane…”

Saremo con loro nel tardo pomeriggio di giovedì 21/06/2012 per una chiacchierata sul nostro disco, sulla scena italiana e tante altre curiosità.

La puntata sarà disponibile come podcast dalle 20 sul loro sito, come commento a questo articolo ed ovviamente sulla bacheca della nostra pagina di Facebook

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Il rock nostrano – Noemi Bicchiarelli

Mentre la TV propone continuamente format di bassissimo contenuto culturale lasciando alla musica uno spazio marginale a discapito dell’immagine, la nostra cara amica Noemi Bicchiarelli ha deciso di focalizzare il suo progetto universitario sulla scena musicale delle nostre zone.

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La musica è la prima forma d’arte creata dall’uomo. Oggi con l’affermarsi delle radio e delle televisioni commerciali, la musica perde il suo valore originale e diventa intrattenimento. Esplode il fenomeno dei talent show e delle tribute band e, tra i generi musicali imposti dalle case discografiche e i locali che preferiscono dare voce alle band con artisti già affermati, lo spazio per chi ha qualcosa da dire e da raccontare si riduce a pochi coraggiosi e squattrinati artisti che ancora credono che la musica sia comunicazione pura. E allora l’autenticità diventa valore indispensabile e prezioso e la si trova in tutti quegli artisti e musicisti che pur con sacrifici e problemi, si ostinano a utilizzare la musica per parlare dei sogni, dei valori e per raccontare il territorio in cui vivono, le loro vere radici. Questo fanno gli oltre 40 gruppi musicali della provincia di Pesaro-Urbino.

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All’interno della presentazione audio del seguente link troverete i contributi del nostro Alessio, Max di Canebianco, Giovanni di Sciampagn e Ghianda, John Morgana, Prof. Stefano Leoni (musicologo), Ernesto Assante (critico musicale, La Repubblica e L’Espresso) ed alcuni amici.

http://ifg.uniurb.it/network/noemibicchiarelli/

Brava Noemi!!! 😉

 

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Recording session photo report – M.Polverari

L’ultimo giorno in studio eravamo proprio tutti, noi 5, le nostre compagne e Marco come amico e reporter per immortalare gli ultimi attimi in studio. Ecco alcuine delle foto che Marco ha scattato quel giorno. le altre le trovate a questo link.

Nel frattempo, v’informiamo che la data di pubblicazione del disco “A fuoco” slitterà di qualche settimana a causa di alcuni imprevisti burocatrici; contiamo di averlo pronto entro fine anno o poco dopo. Abbiamo però deciso di suonare l’intero disco in una serata speciale prima del release party.

Vi faremo sapere qualche dettaglio in più nei prossimi giorni.

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