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Ale & Marco su Radio Bombay

Salto indietro di qualche mese, in una bellissima giornata di metà Giugno.

Sì, parliamo proprio di quel festival, l’Indietiamo per il quale proviamo un affetto particolare.

Vuoi per lo staff del L.I.M.A., vuoi per la location, questo è quello che proviamo.

Non ultimo, l’amicizia che ci lega da 10 anni (ehm, forse un meno 🙂 ) con Luca e Radio Bombay che anche nell’edizione 2013 dell’Indietiamo ha trovato un vicolo nel borgo per fare una cordiale chiacchierata.

Cogliamo l’occasione per segnalare l’apertura del contest invernale per la prossima edizione dell’Indietiamo, cliccate al seguente link 😉

http://www.limalab.it/limalab/?p=740

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Rock Revolution – CRM Happy Radio

Come avevamo preannunciato sulla nostra pagina Facebook, venerdì scorso 19/10/2012 siamo stati ospiti della puntata di Rock Revolution in onda su CRM Happy Radio.

Una telefonata in diretta in cui abbiamo parlato con i nostri amici siciliani del nostro disco e del messaggio che abbiamo voluto lanciare con l’album e tutto l’artwork annesso.

Se volete ascoltare il podcast, lo trovate a questo link altrimenti potete scaricarlo a questo link.

Nel caso non vogliate ascoltarvi l’intera puntata potete fare skip fino al minuto 42:08 per andare direttamente alla nostra intervista.

Vi segnaliamo i link dei nostri nuovi amici radiofonici 😉

www.crmhappyradio.it

www.rockrevolution.it

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Bella…Radio Bellaaaaa!!!!!

Mentre voi eravate al mare, noi abbiamo continuato la promozione di “A fuoco” in un’altra webradio, più precisamente Radio Bellaaaaa!!!!!

Assieme a questi simpaticissimi pazzi scatenati abbiamo trascorso quasi un’ora tra grasse risate e presentazione del nostro progetto.

Al seguente link trovate l’intervista integrale 😉

INTERVISTA RADIO BELLAAAA!!!!!

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A casa “All areas”

Alcuni giorni fa siamo stati contattati da una giovane ed interessante webzine. All Areas appunto. Questa è composta da uno staff particolarmente attivo, seguono concerti, artisti emergenti e meno; tra i loro ospiti troviamo i Vallanzaska, Alioscia (Casino Royale), Andrea Ferro (Lacuna Coil). Ma non si occupano soltanto di musica, anzi…

V’invitiamo a visitare il loro sito per togliervi qualche curiosità.

 http://allareasaccess.wordpress.com

Samantha di All Areas supergentilissima ci ha contattati per un’intervista e n’è venuta fuori una piacevole chiacchierata con Alessio.

1. presentatevi a chi ancora non vi conosce.

Non siamo altro che una band di provincia. O meglio, ci piace definire quello che facciamo come un progetto musicale che tende a condividere con chi ascolta la propria musica quante più emozioni possibili. Venendo ai componenti, dopo alcuni cambi di formazione ora siamo in 4; Alessio (voce e chitarra), Andrea (batteria), Francesco (basso) e Tommaso (chitarra). Oltre ad essere una band siamo un gruppo
di amici che si ritrova spesso anche fuori la sala prove o i concerti. Tra cene, compleanni dei nostri bimbi, mare, famiglie, etc. ci viviamo molto. Credo sia un bel vantaggio. Questo rapporto aiuta a sorpassare i momenti difficili che ognuno di noi può avere, il problema di uno diventa il problema di tutti e 4 e sai che ci puoi contare avendo la comprensione ed il supporto degli altri. Abbiamo le prove che questo nostro scudo funziona.

2. Che genere di musica di fate?

Personalmente odio le etichette, soprattutto riguardo a Point Break. Cerchiamo di essere il più fluidi possibile, inafferrabili anche perché dobbiamo far convivere le diverse anime che alimentano la nostra musica. Quello che ci accomuna è il rock’n’roll, inteso soprattutto come approccio. Molto cuore e tempi quasi totalmente 4/4. Non necessariamente velocissimi. Anche se di questi tempi fa più figo dire indie-noise, alt-industrial, post-tizio, hard-caio, soft-sempronio, credo che il termine “rock” sia quello che ci si addice meglio. Include tutto ed include niente.

3. Il nome del vostro gruppo si riferisce ad un termine tecnico del surf. Come vi è venuto in mente? Qualcuno di voi è surfista?

Oh mamma mia!! Tocchi un tasto delicato. Io (Alessio) ed Andrea in passato abbiamo surfato e ci siamo quindi avvicinati alla cultura del surf, ma le condizioni che abbiamo nelle nostre zone ti costringono ad avere quasi completamente
il surf come hobby. Non puoi quasi avere altro in testa se vuoi farlo per bene.
Difatti, le onde non ci sono sempre la domenica mattina, anzi…quindi per forze di causa maggiore abbiamo “allentato” la pratica anche se è un mondo che ci piace moltissimo. Il termine point break si riferisce ad un punto che può essere sia fisico che spirituale. In quel punto si rompono le onde e da spettatori si diventa protagonisti in armonia con tutto ciò che c’è attorno. Da passivi, si diventa attivi. Da riflessivi,
si diventa spontanei. Ci piaceva identificare il nostro progetto con quel preciso momento. Niente a che fare con la rottura di qualcosa, anzi…

4. Come nascono le vostre canzoni?

Anche in questo abbiamo un’attitudine pressoché viscerale. Spesso ci capita d’iniziare le prove con una jam, giusto per riscaldarci, e spesso nascono delle idee interessanti. Se di lì a poco abbiamo un appuntamento importante non abbiamo il tempo di collegare la strumentazione per fare qualche take, ma se siamo liberi di testa, quegli spunti vengono congelati, almeno nelle nostre teste. Per assurdo potrebbe accadere di avere un riff alla “smoke on the water” e vederlo morire pochi secondi dopo. (non ci crederete mica?! )

5. È appena uscito il vostro album di debutto. Volete parlarcene?

“A fuoco” è album di 10 canzoni. 10 canzoni come 10 album fotografici. Anche se ogni canzone ha un tema di fondo, i testi sono strutturati come una serie di istantanee messe in mano a chi ascolta il disco. La sensibilità di ognuno darà una risposta diversa. Cerchiamo la partecipazione di chi ci ascolta. Se in uno specifico momento ti senti apatico probabilmente godrai solo della musicalità dei pezzi; se il giorno dopo sei irascibile vedrai dietro ad ogni parola un urlo di rabbia, e se invece dopo aver passato una bella notte con il tuo/a partner ascolterai il disco, forse ti commuoverai.
Il tutto orbita però attorno ad un declino economico ma non solo che stiamo vivendo da ormai 5 anni. Sono periodi come questi che devono darci lo spunto per fare delle riflessioni su cosa ci da la felicità, che è in sostanza il fine ultimo della vita, no? Ed allora a disco concluso ci siamo resi conto che questi 10 pezzi assieme erano delle domande come ad esempio:”Cos’è realmente necessario? Avere 5000 followers su twitter o poter parlare ad un solo amico del tuo disco” oppure, “meglio colloquiare in una chat con un amico che non avresti mai cagato senza internet, o prendere tuo padre e portarlo ad un concerto di una band che ama e che è in tour per una reunion?”. La mia personale risposta la sto cercando e credo d’averla trovata, ora sto cercando di portarla nel mondo reale e concreto, ma non è detto che sia giusta per tutti. L’importante è farsi le domande ed opporsi a tutti coloro che ci vogliono
vendere una realtà preconfezionata. Tornare umani è la priorità.

6. Com’è stato registrare il primo disco?

Un’esperienza bellissima. Lavorare con Cristiano Santini che ha curato la produzione artistica e tecnica del disco sarà qualcosa che conserveremo nel cuore. Ascoltavo i suoi dischi quando i CSI aprirono la loro etichetta CPI. Per chi come me ha vissuto quegli anni si ricorderà che Videomusic era l’unica tv musicale che avevamo, ma era migliaia di volte meglio di quelle che abbiamo ora, tra un Pino Scotto delirante ed un DJ che sorride elencando una classifica di band che nemmeno sa come cosa fanno.
Tornando al disco, la novità non è stata entrare in studio perché l’avevamo già fatto, ma bensì pensare che lo studio era solo una parte, anche se molto importante, di un progetto più ampio che si è esteso allo studio del booklet per comunicare meglio il nostro messaggio, passando per i rapporti bellissimi con realtà come la vostra, con web radio, webzine, festival, associazioni ed altre band come noi.

7. Voi siete della provincia di Pesaro. Com’è dalle vostre parti il panorama musicale? Soprattutto quello emergente.

Non mi stancherò mai di dire che siamo orgogliosi di poter condividere la scena con i gruppi della nostra provincia. Tutti così diversi tra loro e così interessanti. Cerchiamo di contaminarci il più possibile andando a vedere i loro concerti quando siamo liberi dai tanti impegni che tutti e quattro abbiamo. Non mi sento di fare una lista di nomi perché sicuramente ne dimenticherei qualcuno, ma v’invito a fare una ricerca; magari
anche attraverso il nostro sito, e scoprirete che oltre a band validissime ci sono realtà associative e non che puntano a fare emergere progetti che i media classici non riescono a vedere perché troppo impegnati a parlare di cosa non va, diffondendo quindi sfiducia ed alimentando la cultura del “lamento da spettatore”, un classico del cittadino medio italiano.

8. Ultimamente molti gruppi si “lamentano” del fatto che in Italia sia difficile fare musica live. Che ne pensate?

E’ palese che è una situazione durissima. Lo è per chi ha un lavoro “tradizionale”, figuriamoci per chi fa musica. Se però ci si sofferma al problema economico è finita. Possiamo prendere gli strumenti ed usarli come legna per il fuoco nel prossimo inverno. Abbiamo una forte repulsione verso le cover band perché in un periodo come questo tutto serve tranne che raccontare cose che hanno vissuto già altri e raccontato con le loro parole. Forse ne usciamo se costruiamo dietro ad ogni locale un centro culturale, alimentare quel fermento che le crisi solitamente portano alla luce. Quando arriveranno tempi migliori sarà tutto sudore versato per un futuro migliore, almeno sotto quel punto di vista. Ma occorre sacrificio da parte di tutti, gestori di locali e band in primis. Il lavoro più grande è far passare il messaggio tra il “pubblico”.

9. A chi vi ispirate musicalmente?

Altra domandona! Come dicevamo, siamo ipercontaminati da tutto ciò che ascoltiamo e ce ne guardiamo bene da voler emulare qualcuno. Ascoltiamo quasi tutto. Dal blues all’hardcore e non ce la sentiamo proprio di racchiudere in un solo nome la nostra fonte d’ispirazione; prendiamo da tutti qualcosa perché tutti possono insegnarci e/o donarci qualcosa per farci crescere.

10. C’è qualche artista con cui vi farebbe piacere collaborare?

Possiamo sognare? Josh Homme!! Ha l’approccio che piace a noi. Senza tanti schemi. Passa dagli Arctric Monkeys a Mark Lanegan senza troppi complimenti. Se invece dobbiamo rimanere con i piedi più a contatto con il terreno (si fa per dire…), forse Roberto Dell’Era, bassista degli Afterhours. In realtà la lista di artisti con cui ci piacerebbe collaborare è lunghissima e così su due piedi mi viene in mente lui. E’ uno dei pochi in Italia ad aver mantenuto una salda genuinità nonostante una considerevole notorietà nel circuito indipendente. A differenza di molte mezze seghe che moriranno musicalmente dopo il secondo disco…
Vorrei comunque aggiungere che non abbiamo bisogno di “grandi nomi”, anzi siamo molto felici di collaborare con gente che respira il nostro stesso puzzo, nei bassifondi di una scena indipendente molto ostica. I precedenti ci sono già. Oltre al prezioso contributo di Sarah Fornito delle Divah Scarlet, che ha cantato i cori all’interno del nostro disco “A fuoco”, ho personalmente avuto l’onore di essere ospite all’interno di ben due album degli Wise, un gruppo di Milano per il quale ho cantato alcune parti di voce. L’ultimo brano si chiama “Nelle terre marce” e farà parte del disco “Fabbriche temporanee” che uscirà prima dell’autunno. Gli auguriamo il meglio. Altre collaborazioni sono in cantiere…

11. Volete aggiungere qualcosa?

Se state leggendo quest’intervista vuol dire che seguite All Areas oppure Point Break, o magari tutte e due! Continuate allora così, state facendo la cosa giusta per supportare la musica a Km 0.

Link all’articolo: http://allareasaccess.wordpress.com/2012/08/06/scopriamo-i-point-break-siamo-ipercontaminati-da-tutto-cio-che-ascoltiamo-e-ce-ne-guardiamo-bene-da-voler-emulare-qualcuno/

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Gruppi Emergenti c’intervista…

Dopo alcune recensioni che ci hanno fatto quasi arrossire, torniamo a fare una bella chiacchierata scritta con i ragazzi Gruppi Emergenti.

Gruppi Emergenti : Iniziamo presentando la formazione. Chi sono i componenti del gruppo?
Alessio Nicolini : Attualmente siamo in 4. Alessio (voce e chitarra), Andrea (Batteria), Franz (basso) e Tommaso (chitarra)
G.E. : Quando è nato il vostro gruppo?
A.N. : Circa nel 2008, e dopo cambi di line up siamo qua con un nuovo disco da proporre.
G.E. : Il nome del gruppo. Come lo avete scelto?
A.N. : Abbiamo “colto” un significato filosofico dal termine tecnico del surf, POINT BREAK appunto.
G.E. : Ha un significato particolare?
A.N. : Decisamente sì! Vuol dire catturare il momento, vuol dire abbandonarsi per recepire emozioni, vuol dire fondamentalmente cercare e trovare la sensibilità che si ha dentro.
G.E. : Parlateci del vostro repertorio: fate canzoni vostre o siete una cover-band?
A.N. : Assolutamente canzoni nostre, ora stiamo promuovendo i dieci pezzi del disco A FUOCO.
G.E. : Se fate canzoni vostre, come nascono le vostre canzoni e cosa vi spinge a scriverle?
A.N. : Nascono da jam che facciamo in sala prove o da piccoli spunti che abbiamo quando siamo ognuno di noi a casa. Li portiamo in sala prove e ci lavoriamo sù. Le cover? C’è tantissima gente che sa suonare cover, ed emulare qualcuno o semplicemente dire cose che avevano già detto altri non c’interessava. Abbiamo delle cose da dire e con la musica ci troviamo a nostro agio. Basta cover…
G.E. : Che spazi utilizzate per le prove?
A.N. : Abbiamo una nostra sala prove dove ci rinchiudiamo per provare, studiare nuovi pezzi e stare assieme, perché oltre ad essere una band siamo anche amici.
G.E. : Quale strumentazione utilizzate?
A.N. : Siamo il classico quartetto voce, chitarra, basso e batteria. Qualche effetto e qualche trucchetto per personalizzare il nostro suono ce l’abbiamo anche noi…
G.E. : Parliamo dei vostri concerti: avete fatto molti live?
A.N. : Non moltissimi, ma purtroppo non dipende solo da noi.
G.E. : Ci sono luoghi in cui suonate regolarmente?
A.N. : No, ma ci sono dei locali che frequentiamo anche per assistere a concerti di altre band ma non uno in cui ci trovate abitualmente.
G.E. : Preferite suonare all’aperto o al chiuso?
A.N. : Al chiuso, forse perché c’è più intimità.
G.E. : Qual’è la performance che ricordate con maggior piacere/soddisfazione?
A.N. : Credo quella presso il Dylan di Fano quando aprimmo il concerto degli A Toys Orchestra. Eravamo in una fase molto delicata, suonammo bene e fu una bella serata anche con Moretto e soci.
G.E. : Avete già inciso degli album? Se si, li avete registrati da indipendenti o con qualche etichetta?
A.N. : Si, stiamo promuovendo il nostro album di debutto registrato con Cristiano Santini (ex Disciplinatha, etc..). In una prima fase dovevamo firmare con un’etichetta, ma dopo vari ritardi ed alcune valutazioni fatte tra noi abbiamo deciso di uscire autoprodotti.
G.E. : Come vedete il panorama della musica emergente nella vostra città?
A.N. : Pesaro, intesa sia come città che come provincia, ha una scena musicale di primissimo piano. Tantissimi progetti interessanti che meriterebbero molta più attenzione da parte di tutti, pubblico, locali, media, etc..
G.E. : E’ semplice trovare delle date?
A.N. : No, purtroppo manca la curiosità da parte della gente nel cercare, nello stupirsi. E’ un problema culturale molto grande di cui non si è ancora capito a pieno la portata. Questo poi da adito ai gestori, che giustamente devono mangiare con il proprio lavoro, di chiamare cover band che in qualche modo porteranno gente. E’ un vero peccato, soprattutto per Pesaro che come dicevo ha una scena molto ricca. Se a questo ci aggiungiamo la crisi economica…
G.E. : C’è un adeguato ritorno economico?
A.N. : E’ già difficile ottenere un rimborso spese. In gran parte i motivi sono quelli di cui sopra. Se poi devi anche produrre un disco, la faccenda inizia ad essere onerosa.
G.E. : Vi siete posti degli obiettivi da raggiungere?
A.N. : L’obiettivo per ora è uno solo, proporre la nostra musica, sia live che attraverso album. Se poi potessimo farlo senza rimetterci economicamente, allora sarebbe ancora meglio.
G.E. : C’è qualcos’altro che volete aggiungere su di voi?
A.N. : Cos’altro? L’Italia, ma anche il mondo, sta vivendo un declino. Non credo sia una crisi questa, credo che il giusto termine sia declino. Di cosa esattamente non lo sappiamo. Le dieci tracce del nostro disco “A fuoco” hanno un lieve filo conduttore che sostanzialmente è una domanda che possiamo calare senza troppa fatica in questo contesto. Siamo davvero felici ora che abbiamo tanti oggetti attorno a noi? O forse è arrivato il momento di riportare in primissimo piano la sensibilità che tutti noi comuni mortali abbiamo? A voi la risposta! Il nostro disco è acquistabile nella sezione MUSIC del nostro sito www.pointbreakrock.com

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Radio B-side

Oggi pubblichiamo un’intervista realizzata dalla giovanissima Radio B-side e messa a disposizione on-line da pochissimo!

Credits – Radio B-Side

Per bocca dei suoi collaboratori…

Radio B-side è un punto d’incontro artistico concepito in tutta la sua purezza.
Radio B-side è condivisione della creatività, nostra, ma soprattutto vostra; di chi l’arte, la musica, la cultura, la sa fare, e di chi semplicemente l’apprezza guardandola, ascoltandola, sentendola propria. Nel gergo musicale, il termine “B-Side” indica il lato B dei vinili, generalmente riservato ai brani “secondari”, che probabilmente avrebbero riscosso meno successo rispetto a quelli incisi sul Lato A, il lato principale. Ma, a volte, ciò che sembra più logico non sempre corrisponde alla realtà: infatti molti B-Side, contrariamente alle aspettative iniziali, hanno lasciato un segno indelebile nella storia, della musica e non solo.

Un bellissimo manifesto che noi abbiamo abbracciato totalmente!

Al seguente link trovate l’intervista 😉

http://radiobside.shakelab.it/portale/?sezione=podcast&puntataID=59

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Intervista a Tele2000

Dopo un bel giro in radio che ripartirà presumibilmente a Settembre, abbiamo fatto visita a Tele 2000, una tv locale che si è dimostrata disponibile ed interessata al nostro progetto.

Pochi giorni fa, siamo andati a trovarli nei loro studi dove abbiamo avuto modo di parlare della nostra produzione, di come è nato il disco, della scena locale, dei festival estivi che la nostra provincia per i quali pubblicheremo a breve i report, e tanto altro…

Ecco qui di seguito un breve estratto dell’intervista…

Al seguente link l’articolo con le indicazioni per poter vedere la versione integrale.

http://www.tele2000.it/jema/musica/673-point-break-a-fuoco

Cogliamo l’occasione per ringraziare nuovamente Tele2000 per lo spazio concesso nella speranza di poter collaborare di nuovo.

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