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Radio Bombay parla di “A fuoco”

Per chi ancora non conosce Radio Bombay, consigliamo vivamente di recuperare ed andare al link www.radiobombay.it/bombay per godersi l’intera programmazione. Come webradio alternativa, non solo si limita a passare dell’ottima musica, ma fa interviste, recensioni e tanto altro per tenere viva la curiosità su un mondo alternativo pieno di realtà interessanti.

Oltre ad averci intervistato, nella bellissima cornice dell’Indietiamo, Luca e soci hanno recensito il nostro album. Ecco qua cosa ne pensano loro, che di band come la nostra ne conosco davvero tante! Raccogliamo molto volentieri la sfida per un salto di qualità da portare nel nostro prossimo lavoro 😉 .

In effetti, qualche idea al riguardo sta maturando…

A fuoco , uscito lo scorso novembre dopo una certa attesa, rappresenta l’esordio dei Point Break. La band pesarese, insieme già da tempo, ha tirato fuori tutta l’ energia racchiusa nel nome: il point break, infatti, è il punto in cui l’onda del mare si infrange ed è stato scelto perché in quel momento i surfisti si alzano in piedi sulla tavola diventando un tutt’uno con il mare, abbracciano la forza della natura, in una specie di nirvana.

Sulla scia dei Subsonica e dei Litfiba, il lavoro mantiene un sound prettamente rock; i toni sono dirompenti e incitano a vivere a pieno, senza paura di essere giudicati, perché tanto si verrà giudicati comunque, a meno che non si rimanga chiusi in casa in silenzio ad aspettare la morte. Dopo la prima traccia il disco si mantiene su un livello apprezabile; “Gigante” e “Fragile”, quest’ultima narrante l’intensa storia di una donna che ha subito violenza, sono le tracce che forse fanno più breccia nel cuore dell’ascoltatore, avvicinandosi di più ai maestri del panorama indipendente italiano, ossia Marlene e Afterhours. Per essere il primo lavoro della band, non si può non esserne soddisfatti, date le capacità della band, però, ci si aspetta una maturazione musicale e artistica, un ulteriore salto di qualità.

(Federica Monda)

Link all’articolo: http://www.radiobombay.it/bombay/?p=7658

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Mani Docili

(Scritta molti anni fa dopo che Andrea ci disse che di lì a poco sarebbe diventato babbo, il primo della famiglia Point Break)

Occhi rossi e dolci 

Guardando piangere gli ulivi 

Calpestando, calpestando, calpestando vie 

Esile l’equilibrio 

Avendo rami e foglie lievi 

Non è giunta, non è giunta, non è giunta l’ora 

Un bimbo che fugge con il tramonto 

Un bimbo felice che corre 

Sangue e rose, sangue e rose, che vivono con te 

Nuvole di sabbia si levano 

Le luci dei fari che creano 

Anche se il caldo è torrido 

E’ il sole che riscalda l’attesa 

Porgi le mani sul petto 

Attendi che il suo cuore bruci 

Forse è vero, giura che, non è mai stato tardi 

Onori un gioiello, non è solo tuo 

Aspetteremo l’alba assieme 

Forse è vero, giura che, non è mai stato tardi

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Rock Hard parla di “A fuoco”

Il nuovo anno inizia benone!

Il mensile Rock Hard ha recensito molto bene il nostro album nel numero di Novembre 2012 con doppia copertina fronte/retro. Ringraziamo Maurizio De Paola per averci spedito una copia visto che è andato a ruba e non abbiamo fatto in tempo a comprarla 😉

Non lasciatevi ingannare dal look di basso profilo di Point Break, dalla foto d’autore scelta per la copertina dell’album o dagli ingannevoli titoli (in lingua italiana) dei singoli brani: lungi dall’essere l’ennesima proposta in ambito alternative rock, il quintetto si rivela essere una piacevolissima sorpresa capace di proporre sonorità di matrice hard infarcite di una buona dose di fantasia ed originalità. I pezzi di A fuoco sono pervasi da una vena acida e corrosiva a dir poco impattante, ruvidi nella forma ma contraddistinti allo stesso tempo da uno spessore poetico che riflette l’angoscia e le rabbiose tensioni latenti che pervadono quest’epoca. I Point Break graffiano facendo leva su un suono caldo ed avvolgente, e calcando con decisione sull’impatto emotivo generato da In un solo minuto oppure Mani docili, disincantati inni di ribellione tanto diretti ed immediati quanto profondi ed ispirati. Un convincente esempio di come la tradizione possa essere rivisitata in maniera originale.

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Ombra

Questo è quello che non c’è

E’ dietro di te di colore blu 

Forse vedrai, ti veglia dal fondo del terreno 

Insegui la tua ombra che 

ha fede nel candore più labile

Adesso sai, è il momento che aspettavi da tempo 

Guardare indietro se 

hai il motivo di essere triste 

Oramai la tua ombra non è più 

dietro di te ma tu… 

Insegui la tua ombra che 

ha fede nel candore più labile

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La scena parla di “A fuoco”

Altra bellissima recensione! Questa ci fa venire le guance rosse, anche perché l’autore, Max Sannella, è uno che la musica la mastica davvero tanto…

Mettiamo subito in chiaro una cosa, già l’impatto ti fa capire tutto; i Point Break formazione pesarese non abitano e vivono questo tempo (meno male), ma nell’ottimo marasma di alcuni anni addietro, negli splendori elettrici dei Novanta del durante/dopo grunge, la splendida stagione di musica dalle immense espressioni no frills, tra gli alamari dell’underground mitico italico (Ritmo Tribale, Movida, Snaporaz ecc) e le bordate amplificate di rimando di un’America di riferimento street rock Il tempio dove non batte più il sole)Mani docili, e nonostante l’upgrade assimilativo, questo nuovo lavoro “A Fuoco” è di una freschezza assoluta, pieno, madido e intenso di rock come qualcuno lassù comanda, un disco cantato e suonato non come il solito sfogo generazionale ma con una passione viscerale, che viene dallo stomaco e non dai testicoli di qualche sfigata quadratura sonante.
Dieci tracce che vanno a fuoco, carezze e pugni che si avvinghiano tra distorsori, riff, ritmi e una voce stupenda che ordina, comanda e gestisce timbriche e toni vissuti, rauche, atmosferiche, tanto che sembra che ci saltelli intorno a tutto l’aura magnetica di Davide Moretti dei rimpianti Karma Ombra,Fragile, la magnifica ballata Testa nel cuore, tracce che evidenziano senz’altro una scia – da parte della band – di intensi ascolti di buonissima roba sonica e non al seguito dei fragori bombastici che circumnavigano la decadenza musicale d’oggi; la loro è un’espressione che va ben oltre le pedaliere e l’afflato dei jack, è anche una forza in grado di sprigionare poesia ed essenza profonda, un linguaggio che scava sulle cose che abbiamo intorno, quelle che si vedono, si toccano e che vorremmo per più tempo ancora, in poche parole una emozione inaspettata, un raggio di sole con la spina che taglia di netto centinaia e centinaia di ascolti fotocopia.
Quando poi giunge sudata al massimo l’onda Pumpkinsiana di Gigante il gioco è fatto, il destino del tasto repeat è segnato all’ossessione, ed un po’ anche il nostro; un disco prezioso da possedere e l’occasione ideale per riscoprire molto rock per cui vale la pena sbattersi e ri-allenare gli orecchi.

Max Sannella

Link all’articolo:  http://www.lascena.it/nuovo/recensione.php?id=1179

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Recensong di “Gigante”

Mola mola ci dona questa bella recensione della nostra “Gigante“.

Il gigante non è un gigante buono, ma un gigante irrequieto. E loro sono i Point break,un progetto che parte da lontano, per volontà di tre ragazzi, due dei quali fratelli. Alessio e Tommaso Nicolini e Andrea Piga si ritrovano insieme provenendo comunque da background differenti ed esperienze diverse. L’idea è quella di partire per suonare e farsi le ossa con le cover, come fanno molti adolescenti negli anni ’90, poi pian piano acquistano sicurezza nei loro mezzi e nel loro talento e buttano giù qualche idea originale e inedita per comporre i loro pezzi. Nel giro di qualche anno le cover scompaiono quasi definitivamente, fino a quando tra il 2006 e 2007 nasce il progetto Point break. Riscontro positivo con il pubblico locale e non solo: piacciono per il loro sound fresco e pieno di novità, ma anche per la scelta di testi rigorosamente in italiano. In poco tempo giungono ad aprire i concerti di gruppi come Le Vibrazioni, i Toys orchestra. Nel 2011 si definisce la line up dopo tanti cambi di formazione,con l’arrivo diFrancesco Franzese al basso e Marco Mattei alla chitarra, nasce il loro primo album ”A fuoco” che vede la produzione artistica di Cristiano Santini (produttore tra i tanti anche dei C.S.I. ).

“Gigante” è il primo estratto ed un riff potente e graffiante accende subito la canzone. Il pezzo si sviluppa deciso, sia per quanto riguarda la parte cantata e sia nella parte strumentale; nel complesso esprime energia, alternata ad atmosfere potenti e malinconiche, soprattutto nella parte finale. È un pezzo alternativo, che ricorda il sound delpost grunge negli anni 90 e dei primi Smashing Pumpkins. È una canzone che subisce molte influenze ma non per questo meno originale. E mentre termino l’ascolto dell’album, chiudo dicendovi di fare attenzione: il gigante nel finale si risveglia con tutta la sua forza! Ascoltatela a tutto volume!

link all’articolo: http://www.molamola.it/index.php/component/content/article/5-recensong/582-point-break-qgiganteq.html

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Sonofmarketing parla di “A fuoco”

Point Break è un gruppo che arriva al debutto solo nel 2012, ma che ha alle spalla una storia (per così dire) datata. La Band, proveniente da Pesaro, è formato da  Alessio Nicolini (voce e chitarra), Marco Mattei (chitarra), Francesco Franzese (basso), Tommaso Nicolini (chitarra) e Andrea Piga (batteria).

Questo progetto è il risultato dell’esperienza giovanile negli anni 90 dei Fuggiaschj, della quale facevano parte tre componenti del gruppo; ma esibirsi per realizzare cover inizia a star stretto e si tenta la strada della composizione. E per questo tra il 2006 e il 2007 sono nati i Point Break. Dopo vari cambi di formazioni, quest’anno è uscito il loro album d’esordio “A Fuoco”.

La Musica dei Point Break è tendenzialmente robusta e tende ad esplorare soprattutto tutti i ritmi del rock, in particolare quelli più veloci che ogni tanto danno spazio a dilatazioni del suono che ben si congiungono con il sound globale (pensate ad un pezzo come “In un solo minuto” che esprime bene questo aspettos oprattutto nelle strofe). Non particolarmente originale, attinge molto dalla tradizione italiana (in brano come “Ne Tormento, Ne’ Passione è l’emblema di questa ispirazione), ma alla fine risulta un disco convincente. E anche la voce di Alessio Nicolini si sposa perfettamente con il sound del gruppo, grazie alla suo timbro graffiante e aggressivo al punto giusto.

Con la title-track “A Fuoco” si sfocia quasi nell’heavy-rock ma non mancano i richiami melodici (molto timidi a dir la verità). La successiva “Ombra“, invece, non conosce momenti morbidi e il suono viene pompato, così come l’impianto vocale rafforzato dalla voce di Sarah Fornito (Diva Scarlet). Molto Apprezzabile la coda strumentale finale e anche il testo.

I cambi di ritmo e le intense performance strumentali dominano “Il Tempio (Dove non batte più il sole”, da annoverare fra i pezzi meglio composti (a parte l’effetto sfumato finale che lascia sempre l’amaro in bocca). Si ritorna in territori “hard” con “Circoscritto”, un altro pezzo da annoverare fra i migliori per la potenza del ritornello e la destrutturazione del sonoro delle strofe; da segnalare anche l’impeccabile performance vocale.(altrettanto valida anche nella bella “Gigante”).  “Fragile” è un brano che pecca un po’ di manierismo nei ritornelli e nella parte strumentale centrale e questo mette in ombra uno dei testi più interessanti dell’album “Apri il quaderno di percosse, una mattina di novembre, Sorrido al sole con la pace di chi si alza per la prima volta“.  

Mani Docili” ripete un po’ gli schemi dei precedenti pezzi, mentre “Testa nel cuore” è una ballata che ripropone il contrasto fra anima melodica e quella più ruvida e l’intreccio è molto gradevole. C’è sicuramente da lavorare soprattutto a livello stilistico (la ridondanza di alcuni pezzi porta stanchezza all’ascolto), ma la band pesarese ha buone qualità tecniche e di scrittura e da qui devono ripartire cercando di sfruttare maggiormente la varietà sonora che hanno espresso in alcuni pezzi.

Nicola Orlandino

Link all’articolo: https://sites.google.com/site/sonofmarketing1/a-fuoco—point-break

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