Sonofmarketing parla di “A fuoco”

Point Break è un gruppo che arriva al debutto solo nel 2012, ma che ha alle spalla una storia (per così dire) datata. La Band, proveniente da Pesaro, è formato da  Alessio Nicolini (voce e chitarra), Marco Mattei (chitarra), Francesco Franzese (basso), Tommaso Nicolini (chitarra) e Andrea Piga (batteria).

Questo progetto è il risultato dell’esperienza giovanile negli anni 90 dei Fuggiaschj, della quale facevano parte tre componenti del gruppo; ma esibirsi per realizzare cover inizia a star stretto e si tenta la strada della composizione. E per questo tra il 2006 e il 2007 sono nati i Point Break. Dopo vari cambi di formazioni, quest’anno è uscito il loro album d’esordio “A Fuoco”.

La Musica dei Point Break è tendenzialmente robusta e tende ad esplorare soprattutto tutti i ritmi del rock, in particolare quelli più veloci che ogni tanto danno spazio a dilatazioni del suono che ben si congiungono con il sound globale (pensate ad un pezzo come “In un solo minuto” che esprime bene questo aspettos oprattutto nelle strofe). Non particolarmente originale, attinge molto dalla tradizione italiana (in brano come “Ne Tormento, Ne’ Passione è l’emblema di questa ispirazione), ma alla fine risulta un disco convincente. E anche la voce di Alessio Nicolini si sposa perfettamente con il sound del gruppo, grazie alla suo timbro graffiante e aggressivo al punto giusto.

Con la title-track “A Fuoco” si sfocia quasi nell’heavy-rock ma non mancano i richiami melodici (molto timidi a dir la verità). La successiva “Ombra“, invece, non conosce momenti morbidi e il suono viene pompato, così come l’impianto vocale rafforzato dalla voce di Sarah Fornito (Diva Scarlet). Molto Apprezzabile la coda strumentale finale e anche il testo.

I cambi di ritmo e le intense performance strumentali dominano “Il Tempio (Dove non batte più il sole”, da annoverare fra i pezzi meglio composti (a parte l’effetto sfumato finale che lascia sempre l’amaro in bocca). Si ritorna in territori “hard” con “Circoscritto”, un altro pezzo da annoverare fra i migliori per la potenza del ritornello e la destrutturazione del sonoro delle strofe; da segnalare anche l’impeccabile performance vocale.(altrettanto valida anche nella bella “Gigante”).  “Fragile” è un brano che pecca un po’ di manierismo nei ritornelli e nella parte strumentale centrale e questo mette in ombra uno dei testi più interessanti dell’album “Apri il quaderno di percosse, una mattina di novembre, Sorrido al sole con la pace di chi si alza per la prima volta“.  

Mani Docili” ripete un po’ gli schemi dei precedenti pezzi, mentre “Testa nel cuore” è una ballata che ripropone il contrasto fra anima melodica e quella più ruvida e l’intreccio è molto gradevole. C’è sicuramente da lavorare soprattutto a livello stilistico (la ridondanza di alcuni pezzi porta stanchezza all’ascolto), ma la band pesarese ha buone qualità tecniche e di scrittura e da qui devono ripartire cercando di sfruttare maggiormente la varietà sonora che hanno espresso in alcuni pezzi.

Nicola Orlandino

Link all’articolo: https://sites.google.com/site/sonofmarketing1/a-fuoco—point-break

2 commenti

Archiviato in Debut album, Recensioni

2 risposte a “Sonofmarketing parla di “A fuoco”

  1. la band è fantastica, il loro album “A FUOCO” è splendido.auguro a tutti loro un futuro pieno di successi….. bravi ragazzi…

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